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D. 20/12/2004 n. 1031. Approvazione progetti preliminari. 1.1. Ai sensi e per gli effetti dell'art. 3 del decreto legislativo n. 190/2002, sono approvati, con le prescrizioni e le raccomandazioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, i progetti preliminari delle opere di potenziamento dell'«Hub portuale di Civitavecchia» specificate nella «presa d'atto», anche ai fini del riconoscimento della compatibilità ambientale delle opere stesse. Ai sensi dell'art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica n. 327/2001, come modificato dal decreto legislativo n. 302/2002, è apposto il vincolo preordinato all'esproprio per i beni ricadenti nelle aree interessate. E' conseguentemente perfezionata, ad ogni fine urbanistico ed edilizio, l'intesa Stato-regione sulla localizzazione delle opere. 1.2. Ai sensi del citato art. 3, comma 3, del decreto legislativo n. 190/2002, gli importi relativi ai singoli progetti preliminari indicati nella «presa d'atto » costituiscono il limite di spesa di ciascuno degli interventi da realizzare. 1.3. Le prescrizioni di cui al punto 1.1, proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nella relazione istruttoria, da sviluppare nel progetto definitivo e alle quali resta subordinata l'approvazione dei progetti, sono riportate nella prima parte dell'allegato 1, che forma parte integrante della presente delibera. Le raccomandazioni proposte dal citato Ministero sono riportate nella seconda parte del suddetto allegato. Il soggetto aggiudicatore, qualora ritenga di non poter dar seguito a qualcuna di dette raccomandazioni, fornirà al riguardo puntuale motivazione in modo da consentire al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di esprimere le proprie valutazioni e di proporre a questo Comitato, se del caso, misure alternative. 2. Copertura finanziaria. La copertura finanziaria, che la documentazione istruttoria ipotizza a completo carico della legge n. 166/2002 e successivi rifinanziamenti, sarà individuata in sede di esame del progetto definitivo, fermo restando che l'o- nere a valere sulle citate risorse potrà superare quello indicato nella delibera n. 121/2001 solo previa compensazione con quello relativo ad altra opera insistente nella medesima regione. In sede di predisposizione di detto progetto il soggetto aggiudicatore, per quanto concerne il quadro economico, terrà conto delle richiamate osservazioni del Consiglio superiore dei lavori pubblici. 3. Assegnazione del codice unico di progetto (CUP). L'approvazione dei progetti preliminari di cui al punto 1.1 è subordinata all'assegnazione del CUP (codice unico di progetto), che il soggetto aggiudicatore è tenuto a richiedere, per ciascun progetto, entro trenta giorni dalla pubblicazione della presente delibera. Il CUP assegnato, ai sensi della delibera n. 24/2004 citata nelle premesse, dovrà essere evidenziato in tutta la documentazione amministrativa e contabile riguardante la singola opera. 4. Clausole finali. 4.1. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvederà ad assicurare, per conto di questo Comitato, la conservazione dei documenti componenti i progetti preliminari delle sopraelencate opere di potenziamento dell'«Hub portuale di Civitavecchia», approvati con la presente delibera. 4.2. In sede di esame dei progetti definitivi, il predetto Ministero provvederà alla verifica di ottemperanza alle prescrizioni che, ai sensi del precedente punto 1.1, debbono essere recepite in detta fase progettuale. 4.3. Questo Comitato si riserva, in fase di approvazione dei progetti definitivi delle opere e in adesione alle richieste rappresentate nella citata nota del coordinatore del Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza delle grandi opere, di dettare prescrizioni intese a rendere più stringenti le verifiche antimafia, prevedendo - tra l'altro - l'acquisizione delle informazioni antimafia anche nei confronti degli eventuali sub-appaltatori e sub-affidatari, indipendentemente dall'importo dei lavori, nonchè forme di monitoraggio durante la realizzazione degli stessi. 4.4. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvederà a svolgere le attività di supporto intese a consentire a questo Comitato di espletare i compiti di vigilanza sulla realizzazione delle opere ad esso assegnati dalla normativa citata in premessa, tenendo conto delle indicazioni di cui alla delibera n. 63/2003 sopra richiamata. Roma, 20 dicembre 2004 Il presidente delegato: Siniscalco Il segretario del CIPE: Baldassarri Registrato alla Corte dei conti il 28 novembre 2005 Ufficio controllo Ministeri economico-finanziari, registro n. 6 Economia e finanze, foglio n. 28 Allegato HUB Interportuale di Civitavecchia Prescrizioni e raccomandazioni proposte dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti Parte prima - Prescrizioni. Il progetto definitivo deve: - sviluppare gli interventi di mitigazione e le opere di compensazione, così come proposti nello Studio d'impatto ambientale esaminato e le sue integrazioni, alla luce delle presenti prescrizioni, dettagliandone la localizzazione, la tipologia, le modalità di esecuzione e i costi analitici; - anticipare nel programma lavori, per quanto possibile, la realizzazione delle opere di mitigazione e compensazione ambientale rispetto alla realizzazione delle opere in progetto; -inserire nei documenti progettuali relativi agli oneri contrattuali dell'appaltatore dell'infrastruttura (capitolati d'appalto) le prescrizioni relative alla mitigazione degli impatti in fase di conduzione delle attività di cantiere; -predisporre quanto necessario per adottare, prima della data di consegna dei lavori, un Sistema di gestione ambientale dei cantieri secondo criteri di cui alla norma ISO 14001 o al Sistema EMAS (regolamento CE 761/2001); - predisporre un piano di circolazione dei mezzi d'opera durante la fase di costruzione, che abbia valenza contrattuale e che contenga i dettagli operativi in termini di: percorsi impegnati; tipo di mezzi; volume di traffico, velocità di percorrenza, calendario e orari di transito; percorsi alternativi in caso di inagibilità temporanea dei percorsi programmati; percorsi di attraversamento delle aree urbanizzate; messa in evidenza delle misure di salvaguardia degli edifici sensibili; - prevedere l'adozione delle migliori tecnologie per contenere gli impatti dovuti alle attività di dragaggio e riempimento; -definire un piano di analisi dei sedimenti da dragare secondo le indicazioni delle norme vigenti; -prevedere la realizzazione del prolungamento della diga foranea antemurale Colombo prima degli interventi relativi alla darsena traghetti e alla darsena servizi; -prevedere il trasporto via mare dei massi artificiali per la costruzione della mantellata esterna di protezione del nuovo molo di accesso al bacino storico, qualora il cantiere di stoccaggio e di prefabbricazione degli stessi fosse posizionato nell'area retrostante la nuova darsena traghetti; - contenere una verifica aggiornata dell'operatività della sicurezza e del dimensionamento delle opere foranee e interne in relazione ai valori di altezza d'onda che discendono dalle valutazioni effettuate nelle condizioni meteomarine più gravose; - dimensionare il piano dei parcheggi in base all'entità e alla tipologia del traffico navale previsto; -essere accompagnato da coerenti progetti definitivi, con le relative approvazioni, delle opere di collegamento stradale (Passante Civitavecchia - A12 -Porto e bretella di Collegamento Trasversale Nord - Piastra Logistica - Porto, compresa la sistemazione dell'intersezione Aurelia - A12) e delle opere di adeguamento e riconfigurazione dei collegamenti ferroviari; - contenere una modellazione dei livelli di qualità dell'aria che consideri i contributi emissivi complessivi del traffico marittimo e terrestre nelle condizioni più gravose di esercizio, anche ai fini della ottimizzazione dei collegamenti e dei parcheggi; -comprendere, in relazione al tombamento del fosso della Darsena Traghetti, uno studio idraulico delle condizioni di deflusso del fosso interrato dal bacino idrografico dei Fossi del Prete e della Fiumaretta basato sui dati pluviometrici aggiornati e finalizzato sia alla riduzione del rischio idraulico sia alla riqualificazione ambientale dei fossi; -prevedere che, in considerazione della riduzione complessiva dell'habitat determinata anche da interventi pregressi, l'area di riempimento della prateria a Posidonia oceanica sia incrementata di un ulteriore ettaro rispetto all'estensione prevista nelle prescrizioni del decreto ministeriale n. 6923/2002, garantendo il mantenimento delle condizioni ecologiche specifiche delle praterie a Posidonia oceanica nelle aree di trapianto; - delineare, prima dell'inizio dei lavori, lo stato attuale e la consistenza delle prateria di Posidonia oceanica, sia nell'area interessata direttamente dal progetto, sia nell'area che verrà destinata al riempimento; -sviluppare le opere di sistemazione a verde, di ripristino ambientale e di rinaturazione previste in progetto, applicando le tecniche dell'ingegneria naturalistica, assumendo come riferimento: «Linee guida per capitolati speciali per interventi di ingegneria naturalistica e lavori di opere a verde» del Ministero dell'ambiente, servizio VIA, settembre 1997 e altri manuali qualificati, quali, ad esempio: «Manuali di ingegneria naturalistica» della regione Lazio, 2001 e 2003; «Quaderno delle opere tipo di ingegneria naturalistica» della regione Lombardia, 2000; «Atlante delle opere di sistemazione dei versanti» dell'APAT, 2002; prevedere la tutela della diversità biologica negli interventi di ripristino della vegetazione, tramite l'impiego di specie appartenenti alle seri autoctone; - contenere, relativamente alle opere di mitigazione a verde, la seguente cartografia aggiornata: carta fisionomico-strutturale delle tipologie vegetazionali presenti in scala 1:25.000 per l'area vasta; carta fisionomico-strutturale delle tipologie vegetazionali reali presenti in scala 1:5.000 per una congrua fascia intorno alle opere di progetto; carta degli ecosistemi reali presenti in scala 1:25.000 per l'area vasta; carta degli ecosistemi reali presenti in scala 1:5.000 per una congrua fascia intorno alle opere di progetto; -definire gli interventi di verde di arredo per le aree all'interno delle pertinenze del porto e le fasce di vegetazione autoctona erbacea, arbustiva ed arborea nelle aree residuali e di rispetto al contorno delle aree portuali, nonchè gli interventi di riqualificazione ambientale dei fossi; -porre particolare attenzione alla qualità architettonica del viadotto e degli altri manufatti; - contenere lo studio archeologico, comprensivo anche di ricognizioni subacquee e accertare la reale estensione delle aere a potenzialità archeologica con scavi sotto sorveglianza della competente Soprintendenza; -i controlli dovranno essere fatti sia preliminarmente sia in corso d'opera. Dovranno essere ottemperate le prescrizioni della Sovrintendenza archeologica per l'Etruria Meridionale, di cui alla nota prot. n. 4847 del 25 luglio 2003; - definire gli interventi e le misure di mitigazione volti alla tutela e alla fruizione delle preesistenze e dei reperti archeologici, sia durante la fase di cantiere che in quella d'esercizio, con particolare riguardo al posizionamento degli appoggi del viadotto; -valutare l'impatto acustico nella fase di costruzione delle opere strategiche, estendendo l'analisi lungo la viabilità impegnata dalla movimentazione dei mezzi di cantiere; - specificare la localizzazione, la tipologia e le modalità di realizzazione delle opere di mitigazione acustica sia per la fase di costruzione sia per quella di esercizio, assicurandone l'inserimento paesaggistico; -elaborare un Progetto di monitoraggio ambientale secondo le Linee guida predisposte dalla Commissione speciale VIA. Tale progetto deve comprendere l'analisi dei parametri meteomarini all'interno e all'esterno del porto; prevedere la raccolta delle acque di scarico dei natanti attraccati alle banchine e il relativo smaltimento garantendone l'integrazione con il sistema esistente; |
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